Se sei arrivato qui, probabilmente ti stai facendo una delle due domande più comuni tra chi esercita la professione psicologica in Italia: “mi serve davvero un sito web?” oppure “il mio sito attuale funziona come dovrebbe?”. In questa guida ti rispondo in modo pratico ad entrambe le domande, inoltre: cosa deve contenere un sito per psicologi? cosa non puoi scriverci per restare in regola con il codice deontologico? e come capire se vale la pena investire denaro nella presenza online?
Perché uno psicologo ha bisogno di un sito web
Negli ultimi anni i siti web per psicologi diventati uno strumento non più opzionale, e che sempre più professionisti affermati stanno aprendo. Il passaparola resta un canale fondamentale nella professione psicologica, ma oggi è raramente l’unico. Sempre più persone, prima di contattare un professionista, anche quando arrivano tramite un consiglio di un amico o di un medico, fanno una ricerca online per verificare chi è, cosa fa e come lavora. Se in quel momento non ti trovano, o trovano solo un profilo social incompleto, l’impressione che ricevono è di minore affidabilità, indipendentemente da quanto tu sia effettivamente preparato.
Un sito webper psicologo risolve tre problemi allo stesso tempo:
- Ti rende verificabile. Chi ti cerca può controllare titolo di studio, iscrizione all’Albo, area di specializzazione, prima ancora di scriverti.
- Ti rappresenta quando non ci sei. Risponde alle domande più comuni (come funziona il primo colloquio, quanto costa, dove ricevi) senza che tu debba ripeterle a ogni nuovo contatto.
- Ti distingue da chi non ce l’ha. In molte città la concorrenza tra professionisti è alta: a parità di competenza, chi ha una presenza online chiara viene scelto più spesso di chi resta invisibile.
Cosa deve contenere il sito di uno psicologo
Il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani e le linee guida dei singoli Ordini regionali indicano con chiarezza quali informazioni puoi comunicare pubblicamente. Un sito conforme e completo dovrebbe includere:
- Dati identificativi: nome, cognome, numero di iscrizione all’Albo, sezione di appartenenza.
- Titoli di studio e professionali: laurea, eventuali specializzazioni, master, scuole di formazione riconosciute.
- Area di intervento: il tipo di difficoltà o di richieste che segui abitualmente (ad esempio ansia, supporto alla genitorialità, disturbi dell’apprendimento), senza promettere risultati.
- Modello teorico di riferimento: l’approccio con cui lavori (ad esempio cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale), se lo ritieni utile per orientare chi legge.
- Modalità e sede di ricevimento: studio fisico, consulenza online, o entrambi.
- Contatti e orari: telefono, email, indirizzo, fasce orarie in cui sei raggiungibile.
- Informazioni sul primo colloquio: cosa aspettarsi, come si svolge, i costi — la trasparenza sul prezzo è esplicitamente ammessa ed è spesso ciò che le persone cercano prima di scrivere.
Esempi sito psicologo realizzati da me




Cosa non puoi scrivere (e perché è importante saperlo prima di pubblicare)
Qui è dove molti siti, anche quelli online da anni, commettono errori senza accorgersene. Il quadro normativo per gli psicologi è più stringente rispetto ad altre professioni, perché rientra nella disciplina della pubblicità sanitaria.
La dicitura “psicoterapeuta” non è libera. Puoi usarla solo se hai ottenuto l’annotazione dell’esercizio dell’attività psicoterapeutica prevista dalla normativa, e questa annotazione è concessa solo a chi possiede il diploma di specializzazione riconosciuto. Scriverla senza averla è un errore che espone a un rilievo deontologico, anche se non intenzionale.
Niente promozioni, sconti o offerte a tempo. La legge di bilancio 2019, così come modificata nel 2023, vieta espressamente qualsiasi elemento a carattere attrattivo o suggestivo — incluse comunicazioni con offerte, sconti o promozioni — che possa spingere verso un ricorso improprio ai trattamenti sanitari. Un “primo colloquio scontato per pochi giorni” rientra proprio in questa casistica.
Niente testimonianze cliniche. Una recensione generica sulla tua professionalità è ammessa; il racconto dettagliato di un caso clinico, anche se scritto dal paziente stesso, rischia di violare il segreto professionale e la riservatezza della persona.
Niente giudizi sui colleghi. Qualsiasi confronto, anche implicito, con altri professionisti (“il migliore della zona”, paragoni diretti) è disciplinarmente rischioso.
Se hai dubbi su un contenuto specifico prima di pubblicarlo, puoi sempre chiedere un parere preventivo al tuo Ordine territoriale — è un servizio che molti Ordini offrono proprio per evitare rilievi disciplinari successivi.
Privacy e dati sensibili: cosa sapere in breve
Il sito di uno psicologo tratta, anche solo potenzialmente, dati particolarmente delicati — chiunque compili un modulo di contatto descrivendo il proprio problema sta condividendo informazioni sanitarie. Il GDPR si applica, ma con una semplificazione utile da conoscere: per le prestazioni sanitarie richieste direttamente dalla persona, non serve raccogliere un consenso separato, perché il trattamento è necessario alla prestazione stessa. Restano invece da gestire con attenzione l’informativa privacy, i cookie di eventuali strumenti di terze parti (come Google Analytics) e la sicurezza del modulo di contatto. Ne parliamo in modo più approfondito in un articolo dedicato.
Creazione e realizzazione: cosa cambia se sei psicologo o psicoterapeuta
Tutto quello che abbiamo visto finora vale allo stesso modo per la realizzazione di un sito internet per psicologi e per la realizzazione di un sito web per psicoterapeuti: i vincoli deontologici sono gli stessi, cambia solo la dicitura che puoi usare (vedi il paragrafo sopra sulla dicitura “psicoterapeuta”). Chi si occupa di creazione di siti web per psicologi dovrebbe conoscere queste differenze prima ancora di iniziare a progettare la grafica — è la prima cosa che vale la pena verificare quando scegli con chi lavorare.
Quanto costa un sito per psicologo
Non esiste una cifra unica valida per tutti: dipende dal numero di pagine, dalla necessità di un sistema di prenotazione online, dalla lingua (molti professionisti che seguono pazienti internazionali hanno bisogno di una versione in inglese), e dal livello di personalizzazione grafica. Quello che conta davvero, più della cifra in sé, è capire cosa è incluso nel prezzo e cosa resta di tua proprietà.
Un sito da psicologo funziona quando è allo stesso tempo informativo, conforme al codice deontologico, e centrato su ciò che chi cerca aiuto vuole davvero sapere prima di scrivere: chi sei, come lavori, quanto costa, come contattarti. Non serve che sia elaborato, deve essere chiaro, aggiornato, e tecnicamente corretto.
Vuoi vedere come tutto questo si traduce in pratica?
Se hai letto fin qui, probabilmente stai valutando se creare il tuo primo sito o se sistemare quello che hai già. Mi occupo di siti web per psicologi e psicoterapeuti, pensati per restare in regola con il codice deontologico e per essere uno strumento utile al professionista. Se vuoi un confronto senza impegno su cosa serve al tuo caso specifico, scrivimi: ne parliamo insieme, senza fretta.